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La rete ferroviaria

Il PON lavora sulle principali strozzature esistenti sulla rete ferroviaria nazionale ricadente nel Corridoio “Scandinavo-Mediterraneo”, nonché quella di adduzione al Corridoio stesso. Il Programma si concentra sull’ammodernamento della dotazione infrastrutturale e tecnologica e sul rafforzamento della rete TEN-T Core sia con il completamento delle opere in corso sia con nuovi interventi sulle direttrici Bari-Napoli-Taranto, Messina-Catania-Palermo e Napoli-Reggio Calabria e sugli archi nazionali di adduzione ai corridoi ferroviari europei della rete centrale.

La strategia non riguarda solo l’innalzamento delle competitività per il trasporto delle merci, ma anche il miglioramento del servizio di long haul (media e lunga percorrenza) per i cittadini nelle aree ad oggi non coperte dal servizio AV/AC (alta velocità/alta capacità) per innalzare lo standard dei servizi di trasporto.

Il sistema aeroportuale e il cielo unico europeo

Il trasporto aereo è da sempre considerato in forte competizione con il trasporto ferroviario. Sul lungo periodo i due modi di trasporto necessitano di un’evidente integrazione. La crescente domanda di trasporto aereo implica una strategia che operi su due fronti apparentemente distinti, ma intrinsecamente legati tra loro: lo sviluppo di una piattaforma tecnologica di nuova generazione per la gestione del traffico aereo e l’incremento dell’accessibilità terrestre degli aeroporti, in un’ottica di “ultimo miglio”, con particolare riferimento a quella ferroviaria. Per il raggiungimento dell’obiettivo del cielo unico europeo, il PON ha scelto di sviluppare il sistema SESAR capace di aumentare la standardizzazione e l’interoperabilità e ridurre l’impatto ambientale operando sull’Area Control Center di Brindisi.

Porti, intermodalità e logistica

Il PON intende potenziare l’offerta portuale intervenendo sull’inadeguatezza dei fondali, dei moli foranei e della capacità delle banchine/gru. Il Programma investe sull’accrescimento della capacità produttiva degli scali, investendo sull’offerta tecnologica e informatica finalizzata a velocizzare i cicli operativi e accelerare lo svuotamento dei piazzali, e sulla facilitazione di una maggiore integrazione tra aree portuali ed aree retroportuali, realizzando prioritariamente i collegamenti ferroviari e garantendo livelli di prestazione omogenei lungo la catena banchina-destinazione finale. Il PON si concentra sul completamento dei collegamenti ferroviari dei porti di Taranto e Gioia Tauro e più in generale sulla realizzazione dei collegamenti ferroviari ai porti Core.

Sistemi di Trasporto Intelligenti

Gli Intelligent Transport System (ITS) svolgono un ruolo determinante per affrontare le sfide dell’aumento continuo della domanda di mobilità. Gli ITS, fondati sull’interazione fra Informatica e Telecomunicazioni, consentono di trasformare i trasporti in un sistema integrato, nel quale i flussi di traffico, passeggeri e merci, sono distribuiti in modo equilibrato tra le varie modalità, per una maggiore efficienza, produttività e sicurezza. Gli interventi previsti mirano principalmente all’ottimizzazione della filiera procedurale e doganale, attraverso lo sviluppo di sistemi e piattaforme telematiche dedicate (Sportello Unico Doganale, Sportello Marittimo, UIRNet, Port Community System).

Aree Logistiche Integrate

Secondo quanto definito dall’Accordo di Partenariato “la programmazione dovrà avvenire per Aree Logistiche Integrate” (ALI). Tali aree includono: un sistema portuale, retroporti, interporti o piattaforme logistiche ad essa correlate e le rispettive connessioni ai corridoi multimodali della rete europea di trasporto. Nella logica di “fare sistema”, uno dei temi ispiratori del Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica, la gestione e la sorveglianza degli interventi saranno implementate di comune accordo tra l’Autorità di gestione, gli Enti Beneficiari e le Regioni, in una logica integrata di ampio respiro, al fine di garantire una governance coordinata, di evitare sovrapposizioni e di assicurare un legame stretto con il territorio e i distretti produttivi.

Sono state rilevate le seguenti cinque aree logistiche integrate:

1. Quadrante sud orientale della Sicilia. La Sicilia, per posizione geografica, è da tempo una piattaforma logistica nel cuore del Mediterraneo. Sono previsti interventi sui porti di Augusta, Messina, Catania e sull’interporto di Catania. Sarà necessario potenziare la tratta ferroviaria Catania-Siracusa, appartenente al corridoio Scandinavo-Mediterraneo, e garantire più elevati livelli di efficienza per l’interporto di Catania.

2. Polo logistico di Gioia Tauro. L’obiettivo è quello di incrementare i traffici portuali e promuovere il processo di diversione modale verso il sistema ferroviario. Sono previsti interventi per favorire l’accessibilità del nodo e migliorare l’operatività delle banchine’ e per il completamento delle reti ferroviarie sulla tratta Metaponto-Sibari-Paola e appartenenti alla linea ferroviaria tirrenica Salerno/Battipaglia-Reggio Calabria.

3. Sistema pugliese. La collocazione della Puglia nell’ambito della rete infrastrutturale italiana di grande comunicazione mostra ancora la sua perifericità rispetto ai flussi di traffico nazionali e internazionali e, al suo interno, la marginalità di alcune aree. Tale squilibrio è aggravato dalla carenza di forme d’integrazione dei modi di trasporto, che rappresenta uno degli ostacoli al commercio, all’efficienza dei servizi e compromette la rapidità degli scambi. Le azioni previste devono partire dalla definizione di un sistema integrato dei porti di Bari, Brindisi, Taranto e dell’interporto di Bari potenziando i collegamenti di “ultimo miglio”.

4. Area logistica campana. Le maggiori criticità nel tessuto infrastrutturale e logistico campano riguardano una rete stradale e ferroviaria povera ed una scarsa integrazione tra i diversi tipi di infrastrutture e trasporti. Il PON si concentra sullo sviluppo delle connessioni tra i Porti di Napoli e Salerno, Interporti di Nola e Marcianise e la Rete TEN-T. Sono necessari interventi per aumentare i traffici commerciali marittimi internazionali verso il Mezzogiorno in modo da poter rafforzare l’utilizzo del sistema portuale Napoli-Salerno. È necessario integrare i diversi distretti industriali della zona con i nodi logistici esistenti: Interporti di Nola, Marcianise-Maddaloni e Battipaglia e porti e aeroporti di Napoli e Salerno attraverso raccordi ferroviari e/o terminal intermodali.

5. Quadrante Sicilia occidentale. L’area presenta un punto di snodo e di distribuzione degli scambi del Corridoio I e costituisce uno dei nodi per l’intercettazione dei flussi verso il Mediterraneo settentrionale e occidentale. Si ritiene necessario definire un’operazione di governance sul sistema portuale di Palermo-Termini Imerese e sull’interporto di Termini Imerese, nonché sulla rete ferroviaria di collegamento.